Insieme contro l’iniziativa sulla neutralità
Insieme contro l’iniziativa sulla neutralità
Pace e sicurezza si costruiscono insieme, non da soli. Per questo, organizzazioni della società civile impegnate per la pace, i diritti delle donne, la tutela dei diritti umani e una politica europea si mobilitano insieme contro l’iniziativa sulla neutralità. Il 27 settembre vota NO e aiutaci a diffondere le ragioni per il NO.
Le argomentazioni
Le argomentazioni
La neutralità non significa chiudere gli occhi di fronte a crimini di guerra, terrorismo e violazioni dei diritti umani. L’iniziativa sulla neutralità indebolirebbe la protezione delle vittime e rafforzerebbe l’impunità dei responsabili. In quanto Paese ospitante di numerose organizzazioni internazionali, la Svizzera ha una responsabilità particolare nel rispetto del diritto internazionale e nella tutela dei diritti umani.
L’iniziativa vieterebbe alla Svizzera di adottare sanzioni. Eppure le sanzioni sono uno strumento importante per esercitare pressione sui responsabili e difendere i diritti umani e il diritto internazionale.
Che cosa significa concretamente?
La neutralità va sempre considerata nel contesto degli altri obblighi della Svizzera previsti dal diritto internazionale. La Svizzera ha, per esempio, ratificato lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale. È quindi tenuta a perseguire e giudicare i responsabili dei crimini di guerra più gravi. In questi casi, restare passivi non sarebbe soltanto fuori luogo: sarebbe contrario al diritto internazionale.
L’iniziativa sulla neutralità è pericolosa perché dà un falso senso di sicurezza. Pretende di proteggere la Svizzera dalla guerra e dalla violenza attraverso una neutralità armata. In questo modo non si limita a propagandare l’illusione di potersi difendere militarmente da soli, ma ignora anche i reali bisogni della popolazione in materia di sicurezza. E a pagarne il prezzo siamo tutte e tutti noi. Una sicurezza duratura passa dall’impegno per un mondo più giusto, dalla prevenzione delle crisi, dalla sicurezza degli approvvigionamenti e dalla protezione dalle violenze armate e sessuali.
Che cosa significa concretamente?
La falsa idea di sicurezza veicolata dall’iniziativa sulla neutralità impedisce di adottare misure che aumenterebbero davvero la sicurezza della popolazione. Il riarmo non deve avvenire a scapito della cooperazione internazionale, della prevenzione e della protezione delle donne!
La Svizzera non deve diventare il retrobottega degli autocrati.
Il divieto di adottare sanzioni previsto dall’iniziativa sulla neutralità impedisce di congelare i patrimoni e vietare l’ingresso nel Paese a persone e regimi che fanno guerre o violano gravemente il diritto internazionale. La Svizzera, una delle principali piazze finanziarie e del commercio di materie prime al mondo, diventerebbe così un punto di riferimento per gli autocrati e la neutralità una fonte di profitto.
Cosa significa «neutralità come fonte di profitto»?
Storicamente, la Svizzera si è distinta a più riprese per aver consentito di aggirare le sanzioni. Un esempio emblematico è la società di commercio di materie prime di Marc Rich, dalla quale sarebbe poi nata Glencore. Negli anni ’80, dalla Svizzera vendeva petrolio al regime dell’apartheid in Sudafrica, mentre la Svizzera non aderiva alle sanzioni internazionali contro il petrolio e l’economia sudafricana. Rich non ne ricavò soltanto enormi profitti: contribuì anche a prolungare la sopravvivenza del regime. L’iniziativa non deve permettere il ritorno di questo modello di arricchirsi.
La sicurezza della Svizzera è strettamente legata a quella dei Paesi vicini e dell’Europa. L’iniziativa sulla neutralità limiterebbe considerevolmente il margine di manovra della Svizzera in materia di cooperazione. Oggi nessuno può garantire la propria sicurezza da solo. Di fronte a minacce ibride come gli attacchi informatici, la disinformazione e il sabotaggio, è più chiaro che mai: la prevenzione delle crisi e la difesa possono funzionare solo insieme. Fare da sé sarebbe un rischio enorme. La sicurezza nasce dalla cooperazione, non dall’isolamento.
Che cosa significa concretamente?
Una cooperazione non può essere instaurata quando la crisi è già scoppiata. Deve essere costruita, mantenuta e preparata in anticipo. È proprio questo che l’iniziativa renderebbe impossibile. Oggi la Svizzera beneficia di una fitta rete di cooperazioni internazionali, ad esempio per lo scambio di informazioni, l’allerta precoce, la protezione delle infrastrutture critiche, la difesa aerea e la riduzione dei rischi nucleari. Essere neutrali non significa isolarsi. La Svizzera è più sicura quando si impegna insieme ad altri.
L’iniziativa sulla neutralità guarda alle guerre del passato invece che alla pace di domani, che si fonda sul diritto internazionale moderno e sulla Carta delle Nazioni Unite. Per essere presa sul serio e compresa a livello internazionale, la Svizzera deve continuare a posizionarsi come membro affidabile di una comunità democratica fondata sul diritto internazionale. È questo l’obiettivo di una diplomazia di pace attiva a tutti i livelli.
Qual è l’alternativa?
Invece di limitare la propria capacità d’azione e la propria influenza in nome di una concezione della neutralità ormai superata, la Svizzera dovrebbe assumere un ruolo di primo piano nella promozione della pace. Ginevra deve diventare un centro propulsore di un nuovo ordine internazionale di pace, fondato sui diritti umani, sul diritto internazionale, sul dialogo e sulla sicurezza collettiva.
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Noi diciamo NO all’iniziativa sulla neutralità
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